La Casa di Bernarda Alba | Cetec - Centro Europeo Teatro e Carcere

La Casa di Bernarda Alba

Il Laboratorio Teatrale delle donne intitolato 6 x le donne, si è svolto diretto dal CETEC e dalla regista e drammaturga Donatella Massimilla coadiuvato da alcune esperte e artiste fra cui Nastassia Calia e Gilberta Crispino, Alice Uli Protto, proseguendo il primo modulo di formazione all’espressività teatrale dello stesso Laboratorio, svolto da ottobre a dicembre 2019 c/o la sede del Centro Milano Donna.

Gli incontri nel 2020 si sono svolti c/o la stessa sede CMD del Municipio 6 per poi proseguire durante la pandemia, in una sala virtuale creata e voluta dalle pedagoghe del CETEC insieme alle allieve.

La Casa di Bernarda Alba, dramma di Garcia Lorca, scelto dal gruppo di lavoro in tempi non sospetti, pre-corona virus, si è rivelato specchio di una contemporanea “chiusura” di tutti noi a causa del Covid 19.

Bernarda chiude a chiave la sua mamma anziana Maria Josefa in una stanza buia, sorveglia e reclude le sue giovani figlie, in una casa claustrofobica dove succedono conflitti e cose inenarrabili, in un “tempo sospeso” si rivelano anime e desideri di un altrove che non si può conoscere senza attraversarne la soglia.

I versi del poeta Garcia Lorca, letti ed interpretati a turno, dalle circa 12 partecipanti, hanno dato la possibilità anche nelle lezioni online, di approfondire persone e personaggi, di creare un ponte suggestivo ed approfondito. Bernarda Alba, la sua serva Ponzia, la vecchia madre folle di Bernarda, Maria Josefa hanno preso vita così nei volti, le mani e i gesti, di Piera, Gabriella, Lucia, Gianna, Nina, Valeria, Rossella, Piera, Rosy, Magda, Gilberta. rimanendo impresse non solo sullo schermo di un computer, ma anche e soprattutto nei nostri cuori, come allieve straordinarie in questa fase così particolare e difficile per tutti noi.

Scrive Gianna, alla fine del corso, in un messaggio alla chat del gruppo Whatsapp chiamato Merinni:

Giorni da Lockdown. Niente fare la nonna…che sofferenza! Niente passeggiate, mobilità zero ma 10 e lode a torte e pietanze prelibate col risultato di chili in più. Che geniale l’idea di Donatella! Tutte connesse all’ora stabilita sul computer a cimentarci con La Casa di Bernarda Alba, lo abbiamo chiamato: “Smart-Theatre”. Un Grande Grazie a tutte per le due ore settimanali di spensieratezza e divertimento: una pillola di energia. A presto!

Piera, un’altra delle allieve del gruppo Merinni, scrive il 12 giugno:

Certamente imparagonabile il lockdown di questi mesi con l’atmosfera plumbea della Spagna del ’36. Noi “Merinni” chiuse in casa ma con mille spazi mentali da percorrere… La casa di Bernarda Alba rivisitata da te e offerta alla nostra lettura, giĂ  nella prima assegnazione delle parti, ci ha confortate con vari tocchi di leggerezza. Siamo state tutte un po’ Bernarda, un po’ Serva, un po’ Ponzia, un po’ Josefa che culla la sua pecorella… Ci siamo smarrite e ritrovate in un abbraccio finalmente solidale. Che dire? Un grazie immenso, Donatella, anche perchĂ© ci hai permesso di alimentare la creatura “Teatro”, a dispetto di questi tempi complicati… “

Qui vi lasciamo il testo letto durante lo spettacolo La Casa di Bernarda Alba tenuto giovedì 17 settembre 2020 a Milano, presso il Giardino Artemisia Gentileschi (Viale Legioni Romane, 54:

Fare teatro Re-Esistente a noi del CETEC e del Laboratorio teatrale 6 x le donne, è un monito che ci ha accompagnato e lasciato il compito, prima durante e dopo il lockdown, di rinnovare l’incontro con gli amici del territorio attraverso l’arte dal vivo del teatro, della parola e del dialogo, l’arte antica della narrazione orale che non morirà mai e ci sarà sempre vicina come stimolo di ripresa e rinascita.

Siamo qui oggi con voi, 17 settembre, nei Giardini Artemisia Gentileschi, senza microfoni, ma con il piacere di leggervi ad Alta Voce alcuni versi di Lorca, accenni di personaggi della sua casa che prendono vita, da approfondire e rimettere in piedi, fuori dallo schermo del computer, in un giardino intitolato alla prima donna che ha avuto il coraggio di denunciare abusi e violenze, un giardino di pietre rosse importanti, che ricordano vittime di femminicidi e di violenze di genere.

Anche Federico Garcia Lorca fu costretto a fuggire da Madrid a causa della sua omosessualità, omofobia diremmo oggi, e nelle campagne dove aveva portato la sua Barraca, il suo Carro di Tespi itinerante, conosce la vera Bernarda Alba, una matriarca autoritaria con un’anima misogina e maschile, e ne racconta la storia per non farla dimenticare, come un documentario fotografico sottotitola la sua opera che il Poeta non vide mai messa in scena, perché fu giustiziato, era la guerra civile spagnola, in quelle stesse campagne in cui si era rifugiato.

Teatro per non dimenticare che pregiudizi e violenze spesso nascono nelle famiglie di ieri e di oggi, teatro per testimoniare le vittime innocenti come Adele morta suicida perché innamorata di Pepe, promesso sposo invece da Bernarda Alba a sua sorella maggiore solo per motivi di interesse.

Teatro e vita che si intrecciano sempre per testimoniare, oggi più che mai, una giovane donna, una nostra figlia, Maria Paola, morta per mano di suo fratello Michele perché innamorata di Ciro ragazzo transgender.

Ecco l’azione teatrale di oggi, per ricordare che solitudine ed isolamento durante il lockdown ci dovevano far riflettere, cambiare, crescere..avere voglia di ascoltare e non di giudicare inostri figli, fratelli, vicini di casa.
Per questo siamo qui oggi, hic et nunc, per un breve momento poetico, un respiro sospeso, per Ri conoscerci, incontrarci attraverso il teatro e scagliare noi una prima pietra fatta di ascolto ed amore, nella nostra famiglia allargata, nella nostra comunità fatta di tante belle persone.”

Di seguito vi lasciamo le foto delle prove e della giornata dello spettacolo:

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